Miley Cyrus: Attention: Live | Recensione

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In questa recensione, Miley Cyrus lancia il suo nuovo album dal vivo Attention: Live. la versione deluxe con gli spettacoli di L.A e Brasile

Attenzione a Miley Cyrus! E’ stato pubblicato il suo primo album live, disponibile ora anche in deluxe edition! La recensione


Ad essere onesti, la carriera di Miley Cyrus ha visto alti e bassi; hit ricordate tutt’ora ed interi album in studio passati totalmente inosservati, nonostante l’alta qualità dei pezzi proposti. Eppure non le si può negare di essere un’artista virtuosa, versatile, creativa e dal grande impatto mediatico. Basti pensare che la sua carriera è stata colorata dei più spiccioli brani teen pop fino ad arrivare alla musica psichedelica, passando per
brani elettronici, country e di fattura rock, com’è accaduto per il suo ultimo disco Plastic Hearts.


Con successi del calibro di Party In The U.S.A., suonata ancora oggi nonostante i tanti anni passati dalla sua
pubblicazione, e la scottante ballad Wrecking Ball che – allerta: questa vi farà sentire vecchi – l’anno
prossimo compirà 10 anni; Miley Cyrus si celebra attraverso un album registrato dal vivo alla Crypto.com
Arena di Los Angeles, il 12 febbraio 2022. Il concerto era parte del Super Bowl Music Fest. Le sei tracce
aggiuntive della deluxe edition invece, sono state presentate dal vivo al Lollapalooza brasiliano del 26
marzo 2022.


Insomma, con 2 nuovi inediti e tanti successi, optare per un greatest hits sarebbe stato meglio, ma è anche
vero che nell’epoca del digitale le raccolte non attirino grandi quantità di pubblico: vediamo quindi cos’ha
da proporci Miley, con questo album dal vivo pieno zeppo di mashup.


L’album si apre con la title track Attention, che risuona proprio come un video interlude pre-show. Suoni
distorti e vagamente da discoteca accompagnano una Cyrus che invita lo spettatore a prestarle attenzione
perché il suo spettacolo sta per cominciare, ed inizia proprio con un mashup tra We Can’t Stop e Where’s
My Mind.

E’ notabile come la sua voce si sia sviluppata, assumendo uno timbro più graffiante e profondo.
Dal suono vagamente jazz è la performance di Plastic Hearts, ma l’anima rock n’ roll della Cyrus raffiora e si spinge oltre con Heart Of Glass, cover dei Blondie. La versione della Cyrus ha spopolato nel 2020 tra social e classifiche.


Lo stile dark country portato avanti da 4×4, arriva prepotentemente nelle orecchie dell’ascoltatore e la voglia di rappare e ballare è irresistibile, ma contenetevi per la title-track dell’album più famoso della cantante che sta per arrivare: (SMS) Bangerz.
Nonostante la natura del pezzo, molto processato e pieno di effetti, c’è da dire che il pezzo suona meglio
dal vivo e non da studio, rimarcando la versatilità artistica della sua autrice anche sul panorama rap.
Una breve versione di Dooo It!, ma è solo un’anticipazione per 23!
23 è un brano di Mike Will Made It, produttore di Bangerz, in collaborazione con la stessa Cyrus, Wiz Khalifa
e Juicy J, uscito nel 2013. Alla fine del pezzo, la cantante si prende qualche minuto per parlare degli ultimi
anni, di come lei abbia più volte stravolto la sua identità e di come stia ancora cercando se stessa e nuovi
modi per esprimersi. Ringrazia, a modo suo, la presenza dei fan nell’arena, ma soprattutto ringrazia la
possibilità di potersi esibire dopo 2 anni di pandemia, che hanno segnato il mondo della musica e delle
nostre vite in generale. Ricorda come sia stato difficile per tutti vivere e sopravvivere, e ricorda ai fan che
nonostante tutto, non saranno mai da soli.

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Si dedica Never Be Me, e continua con un’ esibizione magistrale, da vera rockstar che colpisce e arriva dritta
allo spettatore che si rispecchia nel pezzo, accettando i suoi pregi e i suoi difetti con la promessa di amarsi e
migliorarsi ogni giorno di più.

Si approda adesso nelle atmosfere country jazz con Maybe, senza mai vacillare nel cantato, anzi, migliorandosi sempre di più. Una stupenda esibizione che dovremmo tutti poter ascoltare per capire la vera potenza della voce di Miley, capace di tecniche inimmaginabili che ci portano indietro nel tempo, nei favolosi anni ’70-’80 capitanati da vere rockstar che oltre a “spaccare” erano dotate di VERO talento.


Ma ecco che arriva il momento che tutti i fan storici stavano aspettando: parte infatti uno dei suoi primi
successi, uno dei più amati e che ha finalmente scisso l’entità di Hannah Montana da Miley Cyrus: 7 Things.
Nonostante la voce di Miley si sia un po’ scurita nel corso degli anni, 7 things suona esattamente come ai
suoi esordi: Un pezzo che ci riporta indietro al 2008, quando una neo star Disney rilasciava il suo singolo di debutto, che nessuno ha ancora dimenticato.
Probabilmente non il suo singolo più conosciuto, ma chi lo ha ascoltato non lo dimenticherà mai.


Bis? Bis! Con una stupenda cover di Bang Bang di Cher, reinterpretata anche da Nancy Sinatra. Sul filo di
questa anche See You Again; questo storico pezzo della Cyrus conteneva una campionatura del brano
precedente, viene interpretata in uno stupendo mashup che suona perfettamente, probabilmente il miglior
mashup del disco.
E si continua con una nuova cover: Jolene di Dolly Parton. Neanche questa è una cover nuova per l’artista.
E’ infatti stata cantata più volte in varie occasioni acustiche, e per la prima volta la sentiamo completa di
tutti gli strumenti. Inoltre, la sorellanza tra Dolly Parton e Miley Cyrus è ormai storica e iconica.


“Ogni cosa che si contraddice, può coesistere e vivere in armonia, io credo in questo” recita la Cyrus alla fine del pezzo, anticipando la prossima traccia: High.


High è una bellissima ballad proveniente da Plastic Hearts, suonata anch’essa con una maestria e
un’interpretazione strabiliante. In ogni nota si può notare quanto la sua interprete sia connessa e legata a
tale traccia.
Si passa adesso ad una nuova ballad, questa volta è del tutto nuova: stiamo parlando dell’inedito You. Un
eccellente brano d’amore che ricorda le prime ballad di Miley, ma con quella spruzzatina di rock n’roll tipica
degli ultimi anni. La canzone, parla del lasciarsi andare completamente all’amore e affidare ad esso i propri
sentimenti. Ci sarà anche una seconda versione di questo brano, ma lo vedremo più avanti.


E’ la volta di Like A Prayer, storico brano di Madonna. Come nella versione originale, anche qui i cori gospel
sono parte integrale della voce principale, regalandoci un ottimo live a metà tra country, gospel e rock,
senza dimenticare la collaborazione del pubblico!


Edge Of Midnight arriva, e il rock è di nuovo il protagonista del palco. Si tratta di un mashup tra Midnight
Sky e Edge of Seventeen di Stevie Nicks, che compare anche nella versione originale del pezzo. Un
momento unico per chi vuole apprezzare i nuovi successi della Cyrus.
Ma è solo un piccolo assaggio, perché adesso si ritorna alle origini e ai brani più classici. Il prossimo pezzo è
infatti The Climb; storico pezzo che fece sobbalzare le classifiche di mezzo mondo grazie anche al successo
di Hannah Montana: The Movie ed incluso nell’EP The Time Of Our Lives. Il pubblico esplode di entusiasmo, così come la cantante e tutti gli strumenti, per un classico intramontabile.

Mentre il pezzo finisce con un pubblico esultante, inizia un altro classico già citato : Wrecking Ball.
Impossibile dimenticare l’impatto mediatico di questo brano, che tra plausi per l’interpretazione e la
produzione, e le critiche suscitate dal videoclip, ancora oggi viene cantato e riprodotto ovunque.

E’ stato il classico caso di “nel bene o nel male, purchè se ne parli” disse Marilyn.

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Critiche a parte, è impossibile negare che si tratti di un pezzo magnifco, accompagnato da un nuovo
mashup: Nothing Compares 2 U, ultima cover del concerto originalmente interpretato da Prince. Esibizione
magistrale per entrambi i pezzi … nient’altro da aggiungere!
Ed è così che finisce il disco, e che dire …
Hey! Hey! Aspetta! Scherzavo! Dove pensiamo di andare senza Party In The U.S.A.?
Il pezzo è ormai iconico, probabilmente il singolo più venduto di Miley Cyrus che non solo ha scalato le
classifiche di mezzo mondo, anche l’altra metà, ma è diventato il simbolo degli Stati Uniti, raccontando di
una giovane ragazza che cambia vita, passando da una timida Nashville, al glamour e alla scintillante vita di
Hollywood. Un pezzo indimenticabile che continua nella parte strumentale anche a concerto finito, con
Miley che ringrazia tutto il pubblico per averle dedicato “Attenzione” e alla straordinaria band che l’ha
magistralmente accompagnata.
Finisce così la versione standard del disco e il concerto di Los Angeles. Ora, nell’edizione deluxe andremo ad
analizzare i brani suonati dal vivo per il Brasile.


Così come l’originale, WTF Do I Know parte con un sottotono semi jazz, per poi lanciarsi in un rock sfrenato
e acceso; così acceso che il pubblico praticamente duetta con lei durante la performance. Un timbro da
vera rockstar, ma poca interpretazione a mio avviso per questo pezzo.
La prende più alla leggera Mother’s Daughter, divertendosi mentre la intona. Nuove note vengono aggiunte
e piccole modifiche vengono fatte all’originale, come una batteria più pesante. E’ impossibile non voler
cantare questa canzone dato il suo ipnotismo. Dopo un po’, raggiunge il palco Anitta (Hey, ci risentiamo
ancora? Trovi qui la recensione del suo ultimo disco Versions Of Me) e insieme intonano Boys Don’t Cry,
uno degli ultimi successi di quest’ultima.
Come già anticipato prima, ci troviamo anche davanti ad una nuova versione di You, chiamata in questo
caso Take 2. Il brano è sostanzialmente lo stesso ascoltato precedentemente, con piccole modifiche: meno
strumenti e una versione più acustica, leggermente migliore anche la qualità dell’audio.


Parliamo adesso di uno dei brani più recenti della discografia di Miley Cyrus, ma anche uno dei pezzi che
hanno segnato il 2019, ovvero Nothing Breaks Like A Heart. Dedica il pezzo alle vittime della delicata
situazione che accompagna l’est europeo negli ultimi mesi, cantando con grinta e sentimento. Ottima
esibizione; grazie a Miley per la sua benedizione a fine pezzo, ma onestamente non il pezzo migliore del
disco.
Un momento decisamente più toccante è l’esibizione di Angels Like You. Nonostante le precedenti ballad,
Miley non ha mai mostrato tanta fragilità e vulnerabilità come in questa performance. E’ molto toccante
sentirla singhiozzare e cantare con una voce piena di emozione, mentre dedica il pezzo a Taylor Hawkins,
storico batterista dei Foo Fighters, venuto tristemente a mancare lo scorso 25 marzo. Sentire questa
esibizione, probabilmente, non farà piangere solo la Cyrus.
L’intero disco si conclude poi con un altro classico della sua discografia: Fly On The Wall. Uscito tra il 2008 e
il 2009 e contenuto nel suo disco di debutto Breakout, è un pezzo che farà ballare i fan più nostalgici e
riporterà un po’ di good vibes di quegli anni capitanati proprio dalla Cyrus. Una vera e propria chicca dato
che la Cyrus non suonava il pezzo da molto tempo e noi eravamo bisognosi di riascoltarlo. La versione è piùestesa rispetto l’originale e si conclude con delle batterie e delle chitarre pesanti, a ricordare la natura del
brano stesso.

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Insomma, Attention: Live è un disco che, al momento, è uscito solo in streaming e digitale, ma un vinile
sarebbe un must have per tutti i fan e i nostalgici delle generazioni passate, specialmente qui in Italia, dove
la cantante ha avuto modo di esibirsi solo una volta nella sua carriera. E’ un disco da sogno, curato nel
mixing, produzione, masterizzazione e nell’audio – che nel panorama degli album live non è così scontato –
come si potrebbe immaginare – che fa notare non solo le incredibili abilità vocali della giovane, ma anche
l’interpretazione e l’affetto che prova verso i suoi brani, verso il canto, ma soprattutto verso i fan.

Hai già letto delle novità che ti aspettano questo weekend? Le trovi qui.

Gabriele Romano

Correzione a cura di Valentina La Viola