Get Rollin’: Il Rock Made By Nickleback | Recensione

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Scatenati e talentuosi, tornano i Nickelback con il loro decimo album di inediti dal titolo “Get Rollin”, pubblicato da BMG. La recensione:


Un album che ha iniziato a prendere forma dal 2019, quando la band aveva dichiarato di voler  prendere una direzione che desse delle sfumature heavy metal al loro suono originale.
In merito all’album Chad Kroeger & co. dicono:


“La musica viene composta e registrata in Canada. Eravamo là fuori, ed è successo qualcosa e il nostro produttore ha dovuto prendersi una pausa. Quindi ho colto l’occasione per ( tornare a casa) a Los Angeles con la famiglia e passare un po’ di tempo a casa. L’album sarà pronto quando sarà finito. Le date di uscita sono principalmente arrivate da interessi commerciali, come etichette discografiche e quant’altro. Ci gestiamo da soli da circa un anno. Quindi la risposta è no. Lo stiamo facendo secondo il nostro programma, al nostro ritmo, e sarà pronto quando sarà finito. Perché abbiamo fatto saltare le scadenze in passato molte volte. Perché sentiamo che puoi fare un buon disco ed arrivare in ritardo, ma non puoi, o non dovresti, fare un disco di merda per essere puntuale. Ci prenderemo il nostro tempo.”  


Hanno proprio le idee chiare questi ragazzi, nessun compromesso quindi.


Undici nuovi brani che esprimono la potenza di questa band, che da oltre 25 anni infiamma i palchi e i cuori di tutto il mondo. Anticipato dai singoli San Quentin, Those Days e High Time; partiamo subito con il singolo che ha lanciato questo progetto, San Quentin.


Un pezzo da veri rocker, duro nel suo sound. Cucito addosso al timbro di Kroeger, inconfondibile come sempre e una voce molto più graffiante del solito. Un inizio pazzesco che ci fa volare molto in alto.


Skinny Little Missy ripropone il sound del pezzo precedente, molto sporco e dark. Il ritmo rallenta un po’, ma le vibes restano. Assolo di chitarra stupendo, batteria martellante.
Those Days è il classico pezzo da viale dei ricordi. Ripercorre i momenti più belli, ci ricopre di nostalgia e ci dona questo tocco country/rock molto ben fatto e gradevole. Uno dei pezzi più interessanti dell’intero album.
High Time ha un atmosfera country, un pezzo on the road perfetto per un viaggio in auto;
un viaggio che viene inteso come “il viaggio della vita”, dove sai da dove parti ma non sai mai dove la vita può portarti. Un passaggio fittizio tra paradiso e inferno.


Vegas Bomb ci ributta nel mondo rock bello e dannato. Questo pezzo è il tipico brano adatto all’esecuzione live, sia per i cori tipici da concerto e sia per l’atmosfera calda e scatenata, stiamo già pogando.
Tidal Wave ci percorre come un onda che ci investe senza preavviso.Il punto di forza di questo pezzo è il ritornello, il momento più alto della canzone. Molto rilassante, non un pezzo “arrabbiato”, ci dona quei brividini che facciamo fatica a smaltire. Per fortuna.


Does Heaven Even Know You’re Missing? è un pezzo un po’ acustico e un po’ rock sostenuto.
Ballad romantica e nostalgica, ha tutte le caratteristiche per farvi innamorare follemente del pezzo. I nostri cuori si sono sciolti, lo confessiamo.
Steel Still Rusts ci fa rallentare un attimo. Ma non troppo, accompagnati da questa batteria che fa da protagonista. Altro pezzo dove le doti vocali di Chad Kroeger esplodono come un fiume in piena, impossibile fermalo.
Horizon ci sembra il pezzo perfetto da suonare in spiaggia, a fine giornata, nel momento in cui il sole tramonta e ci mostra l’orizzonte infinito. Pezzo semplice, quasi estivo.

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Standing In The Dark ha un appeal che potremmo definire “mistery”. Le tonalità del brano si mantengono tutte basse, esplodendo solo nel ritornello, fatte apposta per creare quest’atmosfera dark, come suggerisce il titolo. Risultato impeccabile.
Just One More conclude l’album. Un violino irrompe immediatamente nel pezzo, sconquassato dalla chitarra elettrica. Ancora una volta una batteria infuocata, un coro in sottofondo che riusciamo quasi a percepire, e la voce un po’ distorta del leader del gruppo. Bellissimo pezzo, trasuda di genialità.

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Questa band ha della stoffa, nonostante negli anni abbia Acquisito il triste ’appellativo di band più odiata al mondo. Noi non badiamo a tali etichette, insensate tra le altre cose.
Il disco è ben fatto, ben mixato e ancora una volta l’attesa per un loro nuovo lavoro viene pienamente ripagata. Rimarrete estasiati dal primo ascolto! E per tutti coloro che sono scettici riguardo la musica rock… questo è il disco giusto per farvi cambiare idea.C’è tutto un mondo da scoprire, all’interno del quale i Nickelback vi stanno aspettando!

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Marco Gruttaglia

Correzione di Valentina La Viola  

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