Laura Pausini: Anime Parallele | Recensione

laura pausini anime parallele recensione

E’ finalmente uscito l’anticipatissimo e attesissimo nuovo album di Laura Pausini, dal titolo Anime Parallele, di seguito, la recensione.

Il nuovo album di Laura Pausini Anime Parallele, cui di seguito recensione è un omaggio all’amore e alle differenze di idee, è stato descritto così dalla cantante e dai suoi collaboratori ; un disco che si compone di 16 tracce. 

“Quando l’ho ascoltato la prima volta, la mia testa è andata da zero a mille” ha dichiarato: farà lo stesso effetto anche a noi?

Effettivamente pare proprio che l’obbiettivo della sua nuova fatica, sia proprio quello di portare il suo ascoltarore in un profondo viaggio mentale e spirituale, attraverso messaggi positivi inviati per via sonora.

Namaste Laura …

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È dunque  un concept album, che celebra l’individualità, l’importanza di essere se stessi e l’empatia di sentirsi vicino ad altre anime, pur non essendo strettamente vicine, quasi a sentire un legame karmico con il mondo e la sua popolazione, abbracciandosi e unendosi in questo vortice di umanità che le lega.

Oltre al trippone che ci stiamo per fare, notiamo che l’album vanta nomi prestigiosi in ambito produttivo: da Biagio Antonacci e Michele Bravi, a Dardust e Tommaso Paradiso, è quindi un disco pieno di vitalità, euforia e differente rispetto ai classici lavori della Pausini che comunque mette la sua firma e la sua impronta in ogni traccia. Si celebra quindi non solo i temi sopra citati, ma anche la cultura e l’innovazione della musica pop italiana, rendendo Anime Parallele un momento anche abbastanza patriottico.

Forse un progetto troppo zuccheroso? Per certi versi si, la dolcezza in certi punti diventa quasi nauseante; ciò non significa che sia un album che parli solo di cose positive: il difficile rapporto con “anime diverse”, l’odio gratuito nei social network, difficoltà familiari e relazionali aiutano a dare un pò di amaro, ma sempre raccontato con un’intimità invidiabile.

Innovazione c’è e questo bisogna ammetterlo. Gli anni di carriera della giovane artista non sono mai stati solo svegliati la mattina- vai a lavoro – torna a casa – fatti i fatti tuoi, no, la cantante ha sempre saputo aggiornarsi e farsi valere, senza tuttavia mai perdere le sue origini e la sua firma inconfondibile. E’ un’innovazione, sicuramente non plateale dato che i temi trattati non sono prettamente nuovi al panorama pop italiano, ma si apprezza lo stesso la voglia di spingersi oltre e di modernizzarsi sempre.

E resta comunque impossibile non riuscire a sorridere in brani come Davanti A Noi o la tenera collaborazione con la figlia Paola in Dimora Naturale.

Senti come suona

Gabriele Romano