Dargen D’Amico: Ciao America | Recensione

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Dargen D’Amico è pronto a farci ballare ed emozionare di nuovo con il suo nuovo capitolo Ciao America, la recensione.

Prima della sua esibizione durante la 74esima edizione del Festival di Sanremo 2024, Dargen D’Amico ci regala “Ciao America“; un album che tratta molti temi importanti. Andiamo a sentire come suona, preparandoci dunque a conoscere l`arte del (oltre che cantante), famoso produttore milanese.

Metà di qualcosa con Rkomi e Vincenzo Fasano. Un brano delicato, forse in contrasto rispetto alla sua sonorità potente. L`amore nelle sue forme “più bizzarre”: ad esempio la donna che tace riguardo alle mancanze del marito, affinché non accada “lo scandalo” della separazione. La potenza dell’uomo nella sua fisicità, la debolezza nel saper perdonare. Si avverte una sorta di repressione sessuale: 

Vorrei darti un bacio col rossetto
Ma giochiamo con i trucchi solo da fatti“.


Che titolo si potrebbe dare ad un rapporto tossico? forse ” Complicarti la vita”? (Con Guè e Beatrice Quinta) un tira e molla dove sì, i sentimenti (perlomeno da una parte) ci sono, ma troviamo anche una certa vanità femminile, per la quale  non si può accettare la “sostituzione” del proprio posto nel cuore del “prioprio” uomo.
Sound orientale per la terza track, Pelle d`oca, che ci convince benissimo del fatto che sia meglio peccare che avere rimpianti. In tre sole parole: Godersi la vita.


Energia Electronica come da titolo è semplicemente pura energia elettronica.
Lo stupore di quando una relazione nata per gioco diventa pian piano una cosa seria. Non te lo aspetti mai, e intanto il tuo mondo si stravolge. Il brano è 6 di sera.
La chiave è la società di ieri e quella di oggi, messe a paragone, accompagnate da un`indolenza che si spera possa fare miracoli senza ammaccarsi troppo.


La goccia è un richiamo disperato a Dio che, come recita lo stesso testo:

 “Io lo so che non ti manca il cuore ma magari hai solamente poco orecchio”

Dio sembra essere sordo a ciò che succede nel mondo, per questo infatti Dargen paragona le gocce che cadono da un rubinetto (con un suono onomatopeico) all`incessante sofferenza del mondo, uno stillicidio torturante e purtroppo  rimane senza ascolto e senza soluzione. Dio avrà anche il cuore, ma è sordo alle nostre preghiere.

Check – in è il disincanto di un uomo sensibile che nel mondo  del lavoro non si è mai trovato a suo agio : lui  voleva scrivere, scrivere anche di questo mondo, per il quale aveva grandi aspettative… Ma non ha avuto altra risposta che quella della delusione, perché apparenza, indolenza e insolenza sono purtroppo il vero fulcro della società contemporanea.
1000 persone è la storia di un insegnante oppresso dalla scuola e dai suoi alunni. Arriva la notorietà, ma nemmeno quella riesce a dare quel tocco di vita in più all`uomo, anzi… forse la situazione diventa anche più difficile rispetto alla prima fase. 
Patto di fango, storia di un padre ostile: il figlio vuole avvicinarglisi per sciogliere le strette e tortuose viuzze del suo cuore, chiedendogli di fare un patto: il patto che alle 12 non deve essere già completamente fatto e rimpiangere il giorno del suo matrimonio, e della nascita del figlio: quello che il padre odia, si chiede all’uomo di dichiarare al figlio i suoi sentimenti si, ma con tatto. Un uomo che anche la madre  definisce senza zucchero, che lancia un appello  finale alla sua famiglia affinché gli venga incontro nonostante il suo carattere burbero.
1/2 Kilo, quanti sotterfugi cerchiamo per scappare da una vita che ci debilita l`anima? Sono  solo soluzioni placebo per ingannarci di stare vivendo, nel vero senso della parola, la vita.

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E di effetto placebo parlando, una donna si reca in chiesa con la speranza di alleggerire la sua vita dai suoi turni di lavoro, ma verrà sempre ingoiata da quel vortice di pagamenti e tasse, che non le faranno comunque rimanere niente tra le mani e il suo lavoro sembrerà essere nullo. Il brano è Vita Xsempre

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Ciao America, tra sonorità techno/dance e testi di una certa profondità intrattiene l`ascoltatore fino alla fine di ogni traccia. Questo album servirà da dossier per conoscere i lavori di Dargen D’Amico e capire meglio il suo prossimo brano al festival di Sanremo. Insomma, sentire prima come suona, vi assicuriamo… non guasta.

Senti come suona

Roberta Lo Giudice

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